Didattica a distanza

Gentili genitori, bambini, insegnanti,
come sapete le attività didattiche sono sospese sino al 3 aprile incluso. Si tratta di un lunghissimo periodo durante il quale una parte consistente delle necessità legate alla didattica ricadranno su voi genitori.

Per la scuola, intesa come docenti e personale, non è un bel momento, sia perché la scuola esiste se ci sono gli alunni e le alunne, sia perché per tutti noi ciò comporta, ai fini dell’insegnamento, l’utilizzo di altri mezzi e modalità che – a dispetto dei trionfalismi dei webinar, Skype e dei digitalismi imperanti – sono distanti anni luce dal lavoro del docente.
L’insegnamento si realizza nella dimensione della classe, nell’individualizzazione, nella relazione, nella scoperta delle difficoltà, nella risoluzione dei problemi e, perché no, nel dover rivedere sempre le proprie convinzioni su come si affrontano gli argomenti e li si propongono alle alunne e agli alunni. Insomma insegnare è un lavoro da artigiani/e, in parte costruito sugli strumenti, in parte sulla sensibilità di ciascun docente. Questo non significa rifiutare o demonizzare l’uso del digitale, bensì valorizzarne l’efficacia e le potenzialità all’interno di un processo di apprendimento in cui protagonista non è il “prodotto digitale”, ma l’alunna/o e il suo sforzo per imparare e conoscere; la scuola a distanza, questa parte, deve ancora scoprirla.
Certo, in educazione e in didattica si sbaglia tanto, e come dico spessissimo, si fa un passo avanti e due indietro, ma questo è il bello e il difficile del lavoro che abbiamo scelto di fare.
In questo momento dobbiamo riflettere sul nostro lavoro e organizzarlo con un surrogato dell’insegnamento, un sistema diverso di insegnare/imparare (con tanti vantaggi e altrettanti problemi), ovvero l’e-learning o “didattica a distanza”.

Non sono al corrente di quante famiglie dispongano o meno di un accesso a internet capace di andare in upload e download in tempi ragionevoli; non so quante famiglie abbiano un PC o un “device” sufficientemente tecnologico; non so quanti poi, abbiano la competenza per usarlo, siano cioè in grado di compiere operazioni apparentemente semplici o insidiose, tipo caricare e/o scaricare un file o convertirlo, mandare e ricevere una mail, fare un video e caricarlo, interagire via Skype o piattaforme simili. Potrei continuare ad elencare decine di operazioni più o meno complesse. Sì, perché è questo il problema della didattica a distanza. Quella distanza come la si colma se alcuni camminano a piedi e altri usano l’aereo? Per questo motivo abbiamo deciso di adottare una linea di azione meno rigida e il più accessibile possibile, ovvero: fornire, attraverso le docenti, soluzioni alternative all’uso del digitale, vale a dire l’uso del libro di testo, con letture ed esercizi, di materiale cartaceo (schede, approfondimenti, ecc.…) e di messaggistica o piattaforme ministeriali semplici e gratuite.

Apprezziamo il lavoro delle insegnanti e dei genitori tutti, ma è fondamentale ricordare che siamo in uno stato di emergenza massima! Niente polemiche allora, andiamo avanti giorno per giorno. Lasciamo un po’ di tempo ai bambini per giocare, ridere, cantare, ballare, pasticciare. Lasciamogli fare le polpette o le orecchiette… Quando tutto questo sarà finito, ritorneremo più carichi di sempre.

Tutto andrà bene.

Direzione didattica